varia - 13/07/2015
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«Le parole dell'alleanza», «le dieci parole» di Dio

«Le parole dell'alleanza»,
«le dieci parole» di Dio

Nicola Criniti


"Ager Veleias", 10.10 (2015) [www.veleia.it]



«Le dieci parole di Yahvè, «le parole dell'alleanza» tra Yahvè e Israele «scritte dal dito di Dio», sono «tavole scritte su due lati, da una parte e dall'altra», lastre opistografe che si potevano leggere allo stesso modo sia sulla fronte sia sul retro.
Dall'età paleocristiana note come Decalogo, secondo la più antica tradizione veterotestamentaria «le dieci parole» furono enunciate in una teofania sul monte Oreb (Sinai) e incise direttamente da Yahvè su due stele litiche tagliate da Mosè e a lui consegnate (metà XIII secolo a.C.): dopo che questi le ebbe spezzate per il tradimento religioso della sua gente ("il vitello d'oro"), vennero reincise da Yahvè su altre due simili tavole di pietra, sempre preparate da Mosè.
«Le dieci parole» furono fedelmente assunte e fatte proprie dal mondo cristiano solo dal IV/V secolo, ben più in là per la catechesi dei catecumeni e dei fedeli (le chiese cristiane, in fasi e momenti vari, ne scelsero 'edizioni' diverse): e divennero, altresì, il codice etico di gran parte dell'umanità.


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