varia - 18/09/2015
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La preghiera di Gesù: il Padre nostro

La preghiera di Gesù:
il Padre nostro

Nicola Criniti


"Ager Veleias", 10.13 (2015) [www.veleia.it]



Durante la sua vita pubblica, negli anni 28/30, nella fase del cosiddetto Discorso della Montagna [28 circa] secondo il racconto di Matteo (diverse in Luca l'occasione, la localizzazione e la cronologia [verso Gerusalemme, 30 circa]), Gesù il Cristo venne interpellato in Galilea dai suoi discepolisu un problema da sempre essenziale e nodale per l'uomo di tutti i tempi, sulla preghiera a Dio: «Signore, insegnaci a pregare.».
La risposta del rabbì non si fece, naturalmente, attendere. Forte di una grande e variegata, e da lui condivisa, tradizione giudaica alle spalle (il Salterio, anzitutto, il suo "libro" di preghiere), ma libero da ogni pregiudizio formale e formalistico, poteva così premettere: «pregando, non sprecate parole come i pagani ... Voi dunque pregate così.».
Quindi offriva in modo semplice e familiare, ma con l'assoluta delicatezza del caso, una delle preghiere a Dio più universali e personali, certo la più diffusa e nota del mondo cristiano e occidentale (anche nella cultura, nelle arti e nella musica gregoriana), «la preghiera cristiana fondamentale».
Sostanzialmente, secondo uno schema che ricorda a buon diritto quello del "Decalogo", Gesù il Cristo invita i suoi discepoli a rivolgersi direttamente a Yahvè, invocato confidenzialmente come «abba», padre comunitario: ed è una delle poche sue proclamazioni del nome del Padre in aramaico registrate nei Vangeli.


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