novità - 08/02/2021
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INSERITO IN MIRABILIA TESTI - Calogero Micciché - L'ISOLA PIÙ BELLA.

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C. Micciché, L’isola più bella. La Sicilia nella "Biblioteca Storica" di Diodoro Siculo, 2 ed., Caltanissetta, Edizioni Lussografica, 2020, € 42 [ISBN 88-8243-503-5]

Una storia della Sicilia antica, realizzata attraverso la voce in diretta di uno storico siceliota del I secolo a.C. Così potrebbe definirsi il volume “L’isola più bella. La Sicilia nella ‘Biblioteca Storica’ di Diodoro Siculo”, edito nel 2015 e riproposto in questi giorni in seconda edizione. Ne è autore Calogero Micciché, che con un pluriennale e impegnativo lavoro di ricerca ha costruito un affascinante itinerario fra i meandri della storia più antica della Sicilia. Il volume, destinato non soltanto agli studiosi ma anche a coloro che desiderano scoprire o riscoprire pagine significative del nostro passato.
Alla sua terra, la Sicilia, Diodoro dedica all’interno della sua monumentale opera in 40 libri ampio spazio. Le figure mitiche più significative (Eracle, Demetra e Kore su tutte), le grandi personalità (Falaride e Terone di Agrigento, Gelone, Ierone, Dionisio I, Timoleonte e Agatocle di Siracusa), gli eventi più rilevanti e più drammatici (su tutti la battaglia di Imera del 480, il tentativo siculo guidato da Ducezio intorno alla metà del V secolo, la spedizione ateniese in Sicilia del 415-413, l’attacco cartaginese contro la Sicilia greca del 409-405, la lunga lotta contro Cartagine nel IV sec,, protagonisti Timoleonte in Sicilia e successivamente Agatocle con la temeraria impresa in terra d’Africa, la prima guerra punica con la grande vittoria romana alle Egadi nel 241, le due rivolte degli schiavi nella seconda metà del II secolo a.C.) scandiscono vari ed esaltanti momenti della storia più antica della nostra isola. Sulla scena emergono le più importanti città greche (con Siracusa e Akragas in testa), ma anche le numerose e anonime comunità di popolazioni non greche (Sicani, Siculi, Elimi, Cartaginesi, mercenari), che hanno ricoperto spesso un ruolo tutt’altro che subalterno.
La traduzione dei brani è accompagnata da un ampio apparato di note esplicative a piè di pagina, che costituiscono un esauriente commento e un’utile discussione delle vicende, dei personaggi, delle problematiche legate al testo diodoreo. La prefazione di Emilio Galvagno costituisce un pregevolissimo contributo sulla figura di Diodoro Siculo e sul suo metodo storiografico. Un’appendice raccoglie tra l’altro un’ampia e aggiornata bibliografia tematica che risulta fondamentale per gli studiosi della Sicilia antica.
Considerando il totale disastro cui è andata incontro la produzione storiografica siceliota (di altri storici siciliani come Antioco e Filisto di Siracusa, Timeo di Tauromenio, per citare i più illustri, abbiamo solo pochi frammenti), la Biblioteca diodorea inevitabilmente ha attirato la massima attenzione non solo di studiosi italiani, ma anche fuori dai confini nazionali, a conferma del fatto che lo storico di Agyrion, per quanto gran parte della storiografia moderna gli abbia riservato valutazioni talora particolarmente pesanti, ha degli indubbi meriti per i quali i suoi libri meritano ancora largamente di essere letti e studiati, dal momento che per molti periodi costituisce l’unica fonte in nostro possesso e per molti eventi meglio conosciuti hanno restituito preziose informazioni sia integrative sia alternative.


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