veleia/cisalpina - 11/06/2021
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Veleia in nuce

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Veleia in nuce

Nicola Criniti


"Ager Veleias", 16.09 (2021) [www.veleia.it]



Alla fine di maggio 1747, all'ombra della pieve di S. Antonino nel comune di Macinesso (dal 1815 aggregato a Lugagnano Val d'Arda, PC), su un pianoro terrazzato dell'appartata, piacentina Val Chero, veniva casualmente scoperta una imponente epigrafe bronzea rettangolare, forse già spezzata in undici grossi frammenti, poi ricomposti [cm 136/138 x 284/285,5 x 0,8: peso 200 kg circa], comunemente chiamata Tabula alimentaria.
Con il suo rinvenimento, ma solo dal 1760, tornavano alla luce lentamente e disordinatamente – per impulso dei duchi di Parma (sotto la cui giurisdizione cadeva Macinesso) – il municipium di Veleia, finallora ignoto anche alla cartografia, e il suo ager.
Nasceva, in parallelo, il Reale Museo d'Antichità di Parma (attuale Museo Archeologico Nazionale) nel palazzo farnesiano della Pilotta, luogo adeguato e organico di conservazione ed esposizione, per quanto riservato a pochi, delle antichità locali, e, se pure di riflesso, iniziava la ricerca archeologica nell'Emilia occidentale.


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