italia - 20/01/2019
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Donne a Roma: "minorenni" sotto tutela

   

Donne a Roma:
"minorenni" sotto tutela

Nicola Criniti


"Ager Veleias", 14.02 (2019) [www.veleia.it]



Donne a Roma?
Ma chi erano realmente, al di là degli stereotipi che abbiamo ereditato da un classicismo di maniera, spesso trasmesso da alcune «Vestali della scuola», le donne dell'Urbe o delle periferie imperiali, tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.? Le donne, beninteso, d'alto / medio ceto, visto che alle fonti scritte – maschili (le epigrafi, invece, offrono a volte rilevanti eccezioni) – ben poco interessavano le donne (tanto più dei ceti inferiori): da sempre, del resto, il cd. «sesso debole» non ha voce, non fa storia.
Per tutti gli uomini dell'antichità, e pure per la quasi generalità degli studiosi moderni, non si è mai posta una "questione femminile" a Roma: l'uomo romano, in effetti, anche sul piano giuridico non fu certo attento, né forse lo poteva essere tanto facilmente, ai problemi dell'esistenza della donna, cui era educato a pensare soprattutto come alla futura procreatrice e allevatrice dei suoi figli, moglie e governante, uxsor et nutrix.
La stragrande maggioranza, con le motivazioni più diverse, non la pensava diversamente da Cecilio Metello Macedonico, «se potessimo vivere senza una moglie …»: e anche i rarissimi sostenitori dell'emancipazione e indipendenza femminile (come Ovidio, sui generis, o Musonio Rufo) mostravano una qualche inquietudine per ogni eventuale autonomia della donna ...


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