Il cimitero della Villetta di Parma: spazio di memoria individuale e collettiva
Il cimitero della Villetta di Parma:
spazio di memoria individuale e collettiva
Alice Setti
["Ager Veleias", 6.06 (2011)]
A chi si reca periodicamente in un cimitero, La Villetta di Parma nella fattispecie, per far visita ai propri cari estinti sarà capitato – dovendo raggiungere gli ampliamenti cimiteriali più recenti attraverso la parte monumentale e più antica di tali luoghi – di notare quelle che appaiono a prima vista come alcune delle principali differenze tra passato e presente: architetture, materiali e scritture epigrafiche sono andate progressivamente uniformandosi ed impoverendosi; le tombe ornate da elaborate sculture che ritraggono il defunto in vita o sul letto di morte, così come le iscrizioni che raccontano le gesta e le disavventure di chi non è più appartengono ormai ad un'altra epoca. Parlano di un culto dei morti ricco di simboli e di parole incise che si rivolgono a Dio, alla persona perduta, al passante, per instaurare un dialogo con essi, per porre domande e cercare risposte, nel tentativo di elaborare un lutto e di superare così la sofferenza che ne deriva.
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