AGER VELEIAS
Rassegna di storia, civiltà e tradizioni classiche
Veleia

ITALIA - martedì 19 marzo 2013

La 'mater familias' a Roma: una eterna subalterna di Nicola Criniti
La 'mater familias' a Roma: una eterna subalterna di Nicola Criniti

La 'mater familias' a Roma:
una eterna subalterna

Nicola Criniti


["Ager Veleias", 8.03 (2013)]



In età classica è sostanziale la dicotomia tra il mondo maschile e il mondo femminile, il sesso debole [imbecillus sexus], che per sua definizione esiste solo in funzione e all'ombra del primo. E non a caso Aristotele aveva accostato la donna – nel primo libro della Politica – allo schiavo, per la sua manifesta incapacità ed esclusione dalla vita civile, insomma per essere un a-cittadino.
La congenita inferiorità giuridico-personale della donna, «essere costantemente irrazionale» come scrisse Seneca, la strutturale sua nullità e debolezza [impotentia e infirmitas], sono in effetti generalmente codificate a Roma dalle consuetudini, dalla medicina (che esalta la superiorità spermatica del maschio), dal diritto (che rileva la mutevolezza e l'inaffidabilità anche giuridica del sesso femminile), dalla cultura (Virgilio e Seneca, per fare due nomi, sono le punte di un iceberg compatto, che ritroviamo in tanti autori classici e cristiani ...), dalla speculazione filosofica ellenistico-romana, anche quella neostoica.


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