AGER VELEIAS
Rassegna di storia, civiltà e tradizioni classiche
Veleia

ITALIA - giovedì 16 giugno 2016

La figura delle obstetrices nella documentazione epigrafica: indagine preliminare
La figura delle obstetrices nella documentazione epigrafica: indagine preliminare

La figura delle obstetrices
nella documentazione epigrafica:
indagine preliminare

Giacomo Cacciapuoti


"Ager Veleias", 11.08 (2016) [www.veleia.it]



La figura delle donne che nella società romana si sono occupate di medicina sono tre: medicae, obstetrices e iatromae. Esse sono state variamente analizzate e studiate dalla critica moderna: se nei primi lavori si tendeva ad "unificare" queste figure professionali, oggi si è intuito come esse siano svincolate l'una dall'altra. Certo dei dubbi restano su dove finisse la reciproca sfera di lavori, ma si è capito che l'esistenza di tre termini diversi per indicare queste figure professionali deve necessariamente sottintendere una loro ben precisa distinzione.
La presenza di donne impegnate in pratiche mediche, oltre che dalle attestazioni epigrafiche è comprovata anche dalle fonti letterarie, le quali però riflettono il consolidato stereotipo del mondo antico per cui i medici capaci sono uomini e se il medico è una donna, merita credibilità solamente se si comporta da uomo. È probabile che, nonostante la loro preparazione, le medicae si occupassero principalmente di patologie legate all'organismo femminile e la distinzione dei termini possa quindi semplicemente indicare il grado di preparazione di queste figure. Queste figure, come dimostrano un paio di epigrafi, possedevano anche un'istruzione teorica all'arte medica, non solamente pratica, come forse ebbero, invece, le obstetrices.
La figura professionale della obstetrix è rappresentata esclusivamente da donne, giocando quindi sulla complicità femminile e sul bisogno di sottrarsi, per questi frangenti più delicati, al rapporto gerarchico uomo – donna, onnipresente nella vita quotidiana. Si occupavano principalmente di disturbi ginecologici o di tutte le patologie legate all'apparato genitale femminili, che dovevano essere frequenti, anche in considerazione del fatto che la procreazione e la maternità spesso non erano atti consapevoli o desiderati, bensì un'imperiosa e pressante necessità, dettata dall'esigenza di assicurare una discendenza familiare.


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