AGER VELEIAS
Rassegna di storia, civiltà e tradizioni classiche
Veleia

ITALIA - mercoledì 26 ottobre 2016

Schiavi, liberti, stranieri: Roma e "il resto del mondo"
Schiavi, liberti, stranieri: Roma e "il resto del mondo"

Schiavi, liberti, stranieri:
Roma e "il resto del mondo"

Nicola Criniti

"Ager Veleias", 11.17 (2016) [www.veleia.it]


I Romani avevano idee ben precise, se pur schematiche, sul principio di identità: duemila anni fa, il mondo, e non solo quello dominante / emergente!, era esclusivamente maschio, e apparteneva sostanzialmente ai cives, ai cittadini adulti nati liberi, non ai liberti, anche se ricchi e potenti, dichiarati liberi dopo essere stati "manomessi" dalla schiavitù, né tantomeno agli "altri", schiavi, stranieri o "barbari" che fossero.
L'impero romano, in effetti, come tutti gli stati dell'antichità classica, è di fatto basato sulla radicale, consapevole e gerarchica distinzione ideologico-politica, socio-economica, personale-sessuale tra uomini dominanti o emergenti e "il resto del mondo".
Pur essendo formalmente convinta dell'unità del genere umano, l'Urbs non dimenticò mai, finanche ai tempi del neostoicismo imperiale, la lezione di Platone e in particolare di Aristotele, che sostanzialmente teorizzarono il principio base della distanza e dell'ineguaglianza sociale per ogni buon governo.


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