AGER VELEIAS
Rassegna di storia, civiltà e tradizioni classiche
Veleia

ITALIA - venerdì 15 dicembre 2023

«Rem tene, verba sequentur» (Catone il Censore)  di Nicola Criniti
«Rem tene, verba sequentur» (Catone il Censore) di Nicola Criniti

«Rem tene,
verba sequentur»
(Catone il Censore)
 
Nicola Criniti
 
 
"Ager Veleias", 18.14 (2023) [www.veleia.it]
 
 
 
«Rem tene, verba sequentur». Questo nobile e pregnante invito, presumibilmente di origine ellenica, venne fatto da Marco Porcio Catone — onesto e intransigente uomo politico conservatore, giurista e oratore di grande valore, nel 184-180 a.C. censore, e così anche in seguito soprannominato (234 circa - 149 a.C.) — al figlio primogenito Marco Porcio Catone (Liciniano per distinguerlo dall'omonimo figlio del Censore e della sua seconda moglie Salonia, Marco Porcio Catone Saloniano, nato nel 154 a.C.) perché badasse alla sostanza ben più che alla forma del discorso e delle cose (192 - 152 circa a.C.).
«Praeceptum paene divinum / norma quasi divina», Rem tene, verba sequentur ha una sua storia costante e massiva nella cultura occidentale (e, last but not least, nel mio lungo insegnamento universitario, durante il quale l'ho vissuto e divulgato per tanti anni tra i miei allievi parmensi).
Inserita nell'ars rethorica dei Libri ad Marcum filium, una sorta di enciclopedia multidisciplinare approntata dal Censore per il figlio Marco Porcio Catone Liciniano, la sentenza fu inevitabilmente intesa e tradotta in modi diversi – da «abbi le idee chiare / padroneggia l'argomento, le parole verranno (da sé)» al mio, un po' eterodosso, «fai i fatti ("costruisci il mondo" scriveva Umberto Eco), le parole seguiranno» (senza di per sé dover necessariamente, magari pretestuosamente, attendere di discutere / programmare / pianificare / organizzare quello che è necessario fare).


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